CALCOLO OBLAZIONE CONDONO EDILIZIO

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DISAMINA normativa vigente circa le modalità e i criteri di calcolo da applicare per il calcolo della OBLAZIONE IN UN CONDONO EDILIZIO a un immobile a due piani già accatastato come due u.i. prima della domanda di condono

1) trattasi di un immobile abusivo su due piani di volume e superficie come da dati tecnici e parametri edilizi allegati e cioè ;

volume totale mc 663, 952 ,

superficie convenzionale mq ( sn ) 125,13 ( +72*0.60) snr = SC mq 168 , 36 .

2) che l’immobile era già allo stato di abusivo censito al catasto urbano in due U.I..

3) che il sottoscritto ha ritenuto in fase di predisposizione delle domande di condono edilizio che la U.I catasrtale. al piano seminterrato singolarmente non poteva essere abitabile secondo la normativa sanitaria , in quanto in parte mancante di aria e luce , da un lato totalmente interrato con umidità risalente , e per i suoi limiti dimensionali 60 mq circa , pertanto è stata considerata non autonomamente funzionale malgrado sia accatastata come U.I. ( ai fini della fattibilità di quanto appena detto vi sono anche alcuni chiarimenti de l’esperto risponde n. 3846 dell’inserto del IL SOLE 24 ORE 28 luglio 1996 )

4) Che l’accatastamento dello immobile allo stato abusivo è ininfluente ai fini della presentazione della domanda di sanatoria ed anche ai fini del calcolo della oblazione in quanto per la presentazione della domanda l’unico discrimine era ed è il limite dei 750 mc per domanda di immobile da sanare , il riferimento alla “ unità immobiliare “ in rapporto ai coefficienti correttivi da applicarsi per la “ prima abitazione “ la circolare 3357/85 si chiarisce che “ si applicano alle singole opere abusive aventi specifica rilevanza e autonomamente utilizzabili e costituenti di norma , una unità immobiliare e non al complesso delle opere “ da ciò discende che la domanda di condono è legittima se l’opera abusiva è suscettibile di essere accatastata come unica unità immobiliare , così come legittimo è l’applicazione del coefficiente correttivo “ prima abitazione “ all’intera opera abusiva suscettibile di essere accatastata unica unità immobiliare rientrante nei limiti di cubatura massimi di 750 mc , indipendentemente da come sia stato accatastato l’immobile allo stato abusivo .

5) Gli elaborati grafici urbanistici presentati dal sottoscritto sono esplicitamente redatti come UNICA U.I. edilizia su due piani .

6 )A sostegno che la modalità e il criterio di calcolo utilizzato dal tecnico comunale è errato si fa rilevare che ,( sentenza n. 302 18-23 luglio 1996 ) riportata in G.U. RI. 1^ serie speciale n. 33 pag. 39 Omissis Ciascuno dei soggetti , come sopra specificati può presentare la domanda di sanatoria per le porzioni di immobile per i quali è legittimato , ed è questa l’unica possibilità , cui logicamente può riferirsi la deroga , in quanto la concessione edilizia deve essere necessariamente unica per tutte le opere riguardanti un edificio o un complesso unitario , quando si riferisce a nuova costruzione , e solo eccezionalmente può operarsi una scissione quando esiste una norma che legittima in maniera differenziata soggetti diversi dal costruttore .

Di conseguenza uno stesso soggetto legittimato non può utilizzare separate domande di sanatoria per aggirare il limite di volumetria previsto dall’art.- 39 primo comma della legge 724 del 1994 dovendosi in tal caso unificare le richieste quando si tratti della medesima nuova costruzione da consideransi in senso unitario omissis

Alla luce di quanto sopra appare evidente che se anche la ditta avesse presentato due separate istanze di condono , una per piano , dette istanze andavano unificate e solo se rientranti nei 750 mc potevano trovare accoglimento da parte del comune , ora poiché il sottoscritto correttamente ha presentato unica istanza e ha ritenuto che la u.i. catastale di prima elevazione se ora deve rientrare nella legalità e soggiacere pertanto agli standards del dm del 68 per l’abitabilità non può ritenersi autonomamente funzionale , ne consegue che deve ritenersi autonomamente funzionale come u.i. abitativa edilizia l’intero immobile composto di due elevazioni e pertanto i coefficienti correttivi per prima abitazione vanno applicati alla superficie dell’unica u.i. abitativa edilizia a nulla valendo che da abusivo l’immobile era censito in due u.i. non abitabili.