computo oneri concessori circ1_2005-dru sicilia

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         REPUBBLICA ITALIANA 
Regione Siciliana
ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE ..……09/03/2005……...
DIPARTIMENTO REGIONALE URBANISTICA
Via Ugo La Malfa, 169, PALERMO RISPOSTA A ................................................

DEL ...............................................................

Prot. n. ……15690……………

SERVIZIO 11 - UFFICIO LEGISLATIVO E CONSULTIVO DELL’URBANISTICA

OGGETTO: Circolare n. 1/2005-D.R.U. - Applicazione art.17, commi 5 e 8, l.r. 16/04/2003, n.4.
omissis

Da parte di taluni comuni sono stati posti alcuni quesiti scaturenti da problematiche
interpretative riguardanti le disposizioni dettate dall’art.17, commi 5 e 8, della legge regionale 16 aprile
2003, n.4 (“Disposizioni programmatiche e finanziarie per l’anno 2003”).
In considerazione della diversa disciplina dettata dal legislatore regionale per il computo degli
oneri concessori, a seconda che le istanze siano state presentate ai sensi dell’art.39 della legge
23/12/1994, n.724, ovvero ai sensi dell’art.31, comma 1, della legge 28/02/1985, n.47, i quesiti posti
riguardano distintamente le due diverse regolamentazioni.
A) In ordine alle istanze presentate ai sensi dell’art.39 della legge n.724/94:
1) poichè il primo periodo del citato comma 8º dell’art.17, della l.r. n.4/03 indica, quali
oneri concessori da versare, “quelli vigenti alla data di entrata in vigore della presente
legge”, è stato richiesto di conoscere se debba attenersi al dato testuale della norma,
considerando gli oneri vigenti alla data di entrata in vigore della l.r. n.4/03, ovvero se
debba anche operarsi sugli stessi la riduzione del 50% in applicazione della previsione
di cui all’art.1, comma 1, della l.r. 18/05/1996, n.34 (aumentati degli interessi del 10%
annuo, nell’ipotesi di cui al comma successivo); ciò in ragione della mancata esplicita
abrogazione del citato art.1 della l.r. n.34/96;
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2) poichè lo stesso primo periodo prevede che per la “detrazione delle somme già versate,
queste ultime vanno rese attuali”, è stato chiesto di conoscere la procedura da adottare
per rendere “attuali” le somme relative agli oneri concessori già versati, ai fini della
detrazione delle stesse.

B) In ordine alle istanze di sanatoria ex art.31 della legge n.47/85, il secondo periodo del citato
comma 8º dell’art.17 della l.r. n.4/03 stabilisce che “il mancato pagamento, in tutto o in parte,
degli oneri di concessione comporta l’applicazione degli interessi legali sulle somme dovute”.
Al riguardo è stato chiesto di conoscere:
1) da quale data debbano essere applicati gli interessi legali sulle “somme dovute”, cioè
dalla data di notifica da parte del comune agli istanti della determinazione ex art.26,
comma 12 della l.r. n.37/85, ovvero dalla data di presentazione dell’istanza di sanatoria,
analogamente a quanto è dovuto per il conguaglio dell’oblazione (da tale data infatti,
l’istante ha contratto una obbligazione pecuniaria, che senza l’erroneità del calcolo
autoliquidativo dell’oblazione, avrebbe già dovuto pagare nella misura corrispondente a
quella fissata per legge);
2) se le “somme dovute” debbano essere individuate con riferimento agli oneri concessori
vigenti alla data di pubblicazione della legge regionale n.37/85, così come previsto
dall’art.27 della stessa legge o alla data di pubblicazione della legge n.47/85.

C) In ordine al disposto di cui al comma 5 del citato art.17 – che prevede l’applicazione di sanzioni
pecuniarie di cui all’art.50, lett.b) e c) della l.r. 27/12/78, n.71, per tutte le istanze di sanatoria,
nell’ipotesi di “ritardato pagamento degli oneri concessori dovuti” – è stato chiesto di
conoscere se dette sanzioni debbano applicarsi solo alle richieste di pagamento degli oneri
concessori da notificarsi successivamente alla data di entrata in vigore della l.r. n.4/03 o anche a
quelle già notificate.

Sulle questioni sopra brevemente riportate si rileva quanto segue:

A) Istanze di sanatoria presentate ai sensi dell’art.39 della legge n.724/94.

 
1) Con riguardo al primo quesito, si ritiene che la formulazione dell’art.17, comma 8º in
esame, sembri escludere la possibilità di applicazione della riduzione del 50% per il
fatto stesso che la medesima non sia stata espressamente prevista, così come risultava
invece nella previgente normativa contenuta nell’art.1 della l.r. 18/05/1996, n.34. Si
ritiene infatti che la sopravvenuta disposizione di cui al citato comma 8º dell’art.17
risulti incompatibile con il disposto di cui ai commi 1 e 2 dell’art.1 della l.r. n.34/96, che
disciplinavano anch’essi gli oneri di urbanizzazione ed il contributo sui costi di
costruzione (comma 1), nonchè gli interessi dovuti nell’ipotesi di mancato pagamento
degli oneri concessori, ai sensi del comma 10 dell’art.39 della legge n.724/94 (comma
2), relativi alle istanze di condono edilizio presentate ai sensi dell’art.39 medesimo.
Pertanto, in definitiva, gli oneri concessori dovuti per le pratiche di sanatoria edilizia
presentate ai sensi della legge n.724/94 e non ancora definite sono quelli vigenti nel
comune di appartenenza alla data di entrata in vigore della l.r. n.4/2003.
A seguito dell’espressa richiesta di tali oneri notificata dal comune successivamente alla
data di entrata in vigore della citata l.r. n.4/2003, il ritardato pagamento comporterà le
sanzioni previste dal comma 5º dello stesso art.17, come meglio specificato al punto C
della presente Circolare.
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Le suddette previsioni non si ritengono applicabili a coloro che hanno già provveduto,
alla data di entrata in vigore della legge n.4/2003 all’intero pagamento degli oneri
concessori a seguito della notifica già effettuata da parte del comune.
2) Con riguardo alla “attualizzazione delle somme già versate”, che costituiscono oggetto
di detrazione, si ritiene che debba farsi riferimento agli indici I.S.T.A.T. relativi alle
variazioni degli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati; ciò
deve desumersi per l’assenza di una specifica regolamentazione disposta dalla legge
finanziaria n.4/03.

B) Istanze di sanatoria presentate ai sensi dell’art.31 della legge n.47/85.

 
1) Con riguardo al primo quesito posto, si osserva innanzitutto che gli interessi legali di
che trattasi attengono al mancato pagamento degli oneri concessori già notificati dai
comuni prima della data di entrata in vigore della l.r. n.4/2003 (dopo tale data infatti si
applica il nuovo regime disciplinato dal comma 5 dell’art.17 in argomento), relativi alle
istanze di sanatoria presentate ai sensi della legge n.47/85.
E’ dunque a tale legge, come recepita dalla Regione siciliana dalla l.r. 10/08/1985, n.37,
che deve aversi riguardo ai fini della soluzione del quesito.
In merito va innanzitutto rilevato che il presente quesito va trattato avendo riguardo a
due diverse fattispecie.

1a) L’art.26 della l.r. n.37/85 (che ha sostituito in ambito regionale l’art.35 della legge
n.47/85) disciplina il “procedimento della sanatoria”, disponendo che la “domanda di
concessione o autorizzazione in sanatoria è corredata della prova dell’eseguito
versamento dell’oblazione, nella misura dovuta secondo l’allegata tabella, ovvero di
una somma pari ad un terzo dell’oblazione, quale prima rata” (comma 1).
La norma sopracitata prevede dunque, che all’istanza debba essere allegata una ricevuta
comprovante l’avvenuto pagamento dell’oblazione (o quantomeno una sua
anticipazione), ma non anche l’obbligo del contestuale pagamento (anche parziale) degli
oneri concessori dovuti.
Ciò, diversamente da quanto invece previsto per le istanze di sanatoria presentate ai
sensi della legge n.724/94, per le quali il legislatore ha previsto espressamente (vedasi il
comma 9 dell’art.39) che “alle domande di concessione in sanatoria deve essere altresì
allegata una ricevuta comprovante il pagamento al comune” della “anticipazione degli
oneri concessori”, con le modalità a tal fine appositamente previste dalla medesima
legge.
Dalla lettura del comma 12 dell’art.26 della citata l.r. n.37/85, si ritiene di dover
desumere che la prova dell’avvenuto pagamento dei suddetti oneri concessori debba
prodursi all’atto del rilascio del titolo in sanatoria, poichè la norma così recita: “Il
sindaco, esaminata la domanda di concessione o di autorizzazione, invita, ove lo ritenga
necessario, l’interessato a produrre ulteriore documentazione; quindi determina in via
definitiva l’importo dell’oblazione, gli oneri di urbanizzazione e il contributo sul costo
di costruzione e rilascia la concessione o l’autorizzazione in sanatoria contestualmente
all’esibizione da parte dell’interessato della ricevuta del versamento all’erario delle
somme a conguaglio”. Pertanto, il richiedente non è chiamato ad autoliquidare gli oneri
concessori dovuti, come per l’oblazione (o come previsto dalla legge n.724/94 sia per
l’oblazione, che per gli oneri concessori), ma è tenuto al pagamento degli stessi solo dal
momento in cui il comune sarà pervenuto alla quantificazione degli stessi.
Conseguentemente, gli interessi legali devono decorrere dalla data di avvenuta notifica
da parte del comune degli oneri concessori dovuti, e non con riguardo al giorno di
presentazione dell’istanza di sanatoria (così come si è ritenuto invece per l’oblazione).
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1b) Diversa fattispecie riguarda invece le istanze di sanatoria ex art.31 della legge n.47/85,
che nonostante il mancato pagamento dell’oblazione risultano riammesse alla sanatoria
ai sensi del comma 10 dell’art.39 della legge n.724/94.
In merito occorre rilevare che per “somme dovute” ex comma 8º deve aversi a riguardo
quelle somme che alla data di entrata in vigore della l.r. n.4/2003, seppur “dovute”, non
sono state versate (i relativi pagamenti infatti, dovevano essere effettuati, già alla data
del 02/03/1995, cioè, entro i sessanta giorni successivi all’entrata in vigore della citata
legge n.724/94), in virtù di quanto previsto dall’art.1, comma 2, della l.r. 18/05/1996,
n.34. Quest’ultima norma, si ricorda, ha comportato l’obbligo dell’”applicazione
dell’interesse del 10 per cento annuo sulle somme dovute” (sino all’entrata in vigore
della l.r. n.4/2003), in relazione ai parametri vigenti alla data del 30/06/1989.
Conseguentemente, anche per queste ultime istanze di sanatoria, ai relativi oneri
concessori vigenti alla data del 30/06/1989 (computati per l’intero ammontare, senza
cioè la riduzione del 50% prevista dall’art.1 della l.r. n.34/96 e comprensivi della
eventuale maggiorazione del 10% annuo nell’ipotesi di cui al comma 10, ultimo periodo,
del citato art.39), devono essere applicati gli interessi legali a far data della avvenuta
notifica da parte del comune agli istanti della determinazione degli oneri concessori
dovuti, nella considerazione prima effettuata, che l’ottavo e quinto comma dell’art.17
più volte citato abbiano innovato la regolamentazione in tema di oneri concessori
precedentemente disciplinata. Anche per queste ultime istanze di sanatoria il
procedimento rimane fissato da quanto dettato dal comma 12 del citato articolo 26 della
l.r. n.37/85.

2) Con riguardo al secondo quesito si ritiene debba farsi riferimento agli oneri concessori
ex art.27 della l.r. n.37/85 (e dunque alla data di pubblicazione di quest’ultima), con cui
si è disposta l’applicazione nella Regione siciliana della l.r. n.37/85. Conseguentemente,
gli oneri concessori in relazione ai quali individuare “le somme dovute” su cui calcolare
gli interessi legali ai sensi dell’art.17, comma 8, della l.r. n.4/2003, sono quelli vigenti
alla data del 17/08/1985, “ridotti del 50 per cento”.

C) Sanzioni pecuniarie ex art.17, comma 5, l.r. n.4/2003.

Circa le sanzioni pecuniarie di cui al citato comma 5 per le ipotesi di “ritardato pagamento
degli oneri concessori dovuti” (in relazione a tutte le istanze di sanatoria, sia ex lege n.47/85,
che ex lege n.724/94) – non essendo prevista alcuna efficacia retroattiva della norma medesima
- va da sè che le sanzioni di che trattasi non possono che trovare applicazione solo in relazione a
quelle richieste di pagamento degli oneri concessori la cui notifica da parte dei comuni sia
successiva alla data di entrata in vigore della l.r. n.4/2003, oltre alle richieste già effettuate
prima della data di entrata in vigore di quest’ultima legge, per le quali vengano (o siano state)
reiterate le richieste di pagamento dopo tale data.

Conclusioni

A parte i problemi interpretativi a cui si è cercato di dare soluzione con il conforto degli uffici di
consultazione regionali, si coglie l’occasione con la presente per evidenziare agli enti locali in indirizzo
le gravi responsabilità che potrebbero derivare dalla mancata definizione degli adempimenti comunali
relativi alle istanze di sanatoria, principalmente con riguardo sia al danno erariale che ne può derivare
dai ritardati adempimenti di competenza di codesti enti, sia alla mancata attribuzione della
“premialità” prevista dall’art.12 della l.r. 28/12/2004, n.17, nell’ipotesi di mancata piena realizzazione,
entro il 31/12/2006, del programma operativo di cui al comma 1 del citato art.12, che si ricorda dovrà
essere predisposto entro il 31/03/2005.
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Si ritiene opportuno fare rilevare altresì che ai fini della citata “premialità” (di cui all’art.76,
comma 2, della l.r. n. 26/03/2002, n.2) il programma dovrà condurre, come evidenziato dalla stessa
norma, non solo all’esame istruttorio delle pratiche di sanatoria edilizia, ma alla “completa definizione
delle pratiche di sanatoria previste dalla legge 1 marzo 1985, n.47, recepita dalla legge regionale 10
agosto 1985, n.37, dalla legge 23 dicembre 1994, n.724, dalla legge regionale 29 febbraio 1980, n.7,
dalla legge regionale 18 aprile 1981, n.70”. Tale definizione comporterà la determinazione finale sulle
medesime istanze di sanatoria, al fine di pervenire all’accoglimento delle stesse con il conseguente
rilascio della concessione edilizia ovvero al diniego delle stesse istanze, anche per improcedibilità della
domanda per carenza della documentazione ai sensi e per gli effetti delle disposizioni di cui al
penultimo periodo del comma 4 dell’art.39 della legge n.724/94 e successive modifiche e integrazioni
nonchè dell’ultimo periodo del comma 7º dell’art.49, della legge 27 dicembre 1997, n449.

L’ASSESSORE AL TERRITORIO ED AMBIENTE
(On. Dott. Francesco Cascio)